dipendenza affettiva, Narcisismo

Glossario del Narcisismo.

Nonostante i narcisisti lascino spesso e volentieri le loro vittime senza parole, obiettivo di questo articolo è offrire a queste ultime le parole giuste per dar voce al loro dolore.

Il glossario si propone di raccogliere, in un elenco ordinato alfabeticamente, tutti i termini che orbitano intorno al costrutto di “Narcisismo”, in modo da offrire ai non addetti ai lavori sintetiche spiegazioni delle parole più usate (e abusate!) negli articoli che parlano di tematiche inerenti al narcisismo e alla dipendenza affettiva.

  • CAMPAGNA DI DIFFAMAZIONE: è la diffusione intenzionale e sistematica di informazioni ingannevoli volte a minare l’integrità del partner che il narcisista intende scartare. L’obiettivo è quello di screditare e isolare la vittima. Spesso è agita in prima persona dal narcisista, altre volte egli si serve di terze persone, solitamente scimmie volanti (vedi definizione sotto).
  • CO-DIPENDENTE: si definisce co-dipendente la persona che vive una condizione psicologica o una relazione in cui è controllata o manipolata da un’altra che sia affetta da problematiche di tipo psicologico, più spesso da narcisismo o dipendenza da sostanze. In termini più ampi, si riferisce alla dipendenza dai bisogni o dal controllo di un altro con la finalità di assicurarsene la presenza fisica. Spesso comporta anche l’attribuire ai propri bisogni una priorità minore, mentre si è eccessivamente preoccupati per i bisogni dell’amato. La co-dipendenza può presentarsi in ogni tipo di relazione: familiare, amicale, sentimentale, tra colleghi di studio o di lavoro.
  • CONTATTO ZERO: è l’unica strategia di sopravvivenza davvero efficace per uscire da una relazione di dipendenza con un narcisista patologico. Consiste nel troncare nettamente ogni contatto con lui bloccandolo da ogni canale di comunicazione (dalle telefonate ai messaggi WhatsApp, fino ai classici sms). Vale lo stesso per i luoghi virtuali che i due ex partner frequentavano (Facebook, Instagram ecc….) e per i luoghi fisici (localino preferito e supermercato di riferimento compreso).
  • DIFETTO DI EMPATIA: è l’incapacità di interpretare e sentire correttamente le emozioni altrui. Nonostante spesso tra gli esperti di narcisismo non vi sia accordo nella descrizione delle caratteristiche tipiche del disturbo, tutti concordano nell’attribuire ai narcisisti patologici il difetto d’empatia. Da uno studio dell’Università di Berlino, pubblicato qualche anno fa nella rivista scientifica Journal of Psychiatric Research, emerge persino che il disturbo narcisistico della personalità si associa a una riduzione della materia grigia nella parte più esterna del cervello chiamata Insula, generalmente associata alla capacità di identificarsi con l’altro e alla coscienza che la persona ha di sé.
  • DIPENDENZA AFFETTIVA o Love Addiction: è una modalità patologica di vivere la relazione, in cui la persona dipendente arriva a negare i propri bisogni, a rinunciare al proprio spazio vitale, a negare sempre di più parti di sé per non perdere il partner, considerandolo unica e sola ragione di vita, nonché irrinunciabile fonte di “amore” e “protezione”. L’amato assumerà dunque la stessa valenza psichica di una sostanza stupefacente: nonostante ne venga riconosciuta la tossicità, se ne ricercherà compulsivamente la presenza quotidiana (craving per la dose), al fine di provare la gioia (ebbrezza) di poter passare un po’ di tempo con lui/lei, pena cadere nel peggiore dei baratri, sviluppando anche una forte sintomatologia (astinenza), in una condizione di assoluta solitudine (isolamento). Se vuoi farti un’idea più chiara ti consiglio di leggere l’identikit di una dipendente affettiva.
  • FUTURE FAKING: è l’arte manipolativa attraverso cui il narcisista promette al partner che gli darà il futuro che desidera, pur non avendo nessuna intenzione di prodigarsi un solo istante affinché la promessa venga mantenuta. Attraverso il future faking raggiunge contemporaneamente due scopi: mantenere legata a sé la vittima e conservare la possibilità di rifornirsi narcisisticamente non solo della sua presenza ma anche dei suoi sforzi per costruire quel futuro.
  • GASLIGHTING: è una tecnica manipolativa estremamente subdola ed insidiosa che consiste nel mettere progressivamente in dubbio la correttezza delle percezioni del partner fino a renderlo insicuro della realtà dei fatti e dei suoi stessi processi di pensiero. Alla fine della manipolazione l’altro penserà di essere pazzo o quantomeno di essersi sbagliato, laddove invece aveva pienamente ragione.
  • GHOSTING: è una modalità patologica ed infantile di porre fine alle relazioni sparendo, letteralmente, come un fantasma, senza dare spiegazioni. Si smette di rispondere ai messaggi, alle chiamate, alle email improvvisamente, anche se fino a quel momento sembrava che tutto andasse piuttosto bene. È una modalità passivo-aggressiva di uscire dalle relazioni: si parla di ghosting soprattutto per l’ambito sentimentale, ma può interessare anche i rapporti d’amicizia o professionali. La vittima di ghosting si ritrova così a dover affrontare uno dei traumi peggiori che possono presentarsi nella vita di una persona, ovvero quello d’essere improvvisamente abbandonati come se si fosse davanti a un lutto inspiegabile, come se l’amato fosse improvvisamente morto, solo che vive e vegeta in un altrove dal quale decide scientemente di troncare ogni comunicazione, dimostrando di disconoscere sentimenti di pietà e di non provare alcuna empatia per il partner abbandonato. Se vuoi approfondire leggi qui.
  • HOOVERING: è una tecnica manipolativa usata frequentemente dai narcisisti patologici che prende il nome dal famoso aspirapolvere americano Hoover. Consiste nel tentativo (più o meno insistente) di risucchiare l’ex di nuovo dentro la relazione, magari attraverso l’invio di qualche messaggio (talvolta anche dopo mesi o addirittura anni dalla fine della relazione). Cadere nella trappola e rispondergli, significa precipitare di nuovo nella spirale di dolore dalla quale si era faticosamente emersi.
  • LOVE BOMBING: è la fase iniziale della relazione con un narcisista patologico. Si caratterizza per l’iperbolico corteggiamento attraverso il quale il partner crea dipendenza nell’altro con dichiarazioni eccessivamente rapide di amore imperituro, rimandi costanti all’esclusività della storia d’amore (“non ho mai amato nessuno come amo te”) e un’intensa concentrazione sul soddisfacimento dei bisogni della vittima. Il love bombing cessa gradatamente man mano che il narcisista acquista potere. Solitamente non si interrompe mai di colpo. La fine è annunciata da piccole dimenticanze e rifiuti: meno telefonate, il messaggio di buongiorno “scordato”, un impegno dell’ultimo minuto. Alla fase iniziale di love bombing segue sempre una fase di svalutazione (più o meno intensa) in cui la vittima viene psicologicamente indebolita in modo da renderla estremamente vulnerabile alla fase finale: lo scarto, alla fine della quale il narcisista abbandona il partner.
  • MISTIFICAZIONE: è l’arte manipolativa per eccellenza: consiste nella deformazione a proprio vantaggio della realtà altrui.
  • NARCISISMO COVERT: nella classificazione di Wink è il narcisista sensibile alle critiche, orientato ad una costante ruminazione, dotato di (apparente) scarsa autostima. Il narcisista covert, ancora, presenta introversione, vulnerabilità, alta sensibilità ai giudizi e alle critiche, svalutazione di sé e idealizzazione degli altri. I sentimenti di grandiosità, in questa forma di narcisismo, sono presenti ma camuffati da timidezza, modestia, umiltà e sintomi depressivi, difficoltà a mantenere relazione a lungo termine e atteggiamento ipercritico nei confronti degli altri. Il narcisista covert in età adulta mostrerà un attaccamento ansioso dovuto alla costante paura del rifiuto e dell’abbandono. Possibile abuso di sostanze stupefacenti del tipo “depressivo” ovvero di quelle droghe che rallentano l’attività della mente e del corpo: oppio, morfina, eroina, alcool e barbiturici. Se vuoi saperne di più sul narcisismo covert ti invito a leggere questo articolo!
  • NARCISSIMO OVERT: nella classificazione di Wink è il narcisita con elevata autostima e bassa tolleranza alle critiche. Presenta un comportamento sicuro di sè e svalutante degli altri e un livello ridotto di ansia nelle relazioni sociali. Mostra, altresì, un evidente distacco emotivo e denigra (spesso non apertamente) le relazioni affettive fino a evitarle perché potrebbero minare la propria grandiosità. Le caratteristiche principali del narcisismo overt sono: atteggiamento sprezzante e superiore, cura dell’aspetto esteriore e materiale, ossessione per il successo, necessità di dominare o comandare (ricoprono spesso posizioni lavorative gerarchicamente elevate), mancanza di empatia, relazioni sociali superficiali e aride. Possibile abuso di sostanze stupefacenti del tipo “entactogene” o “epatogene” che favoriscono l’empatia, cioè la capacità di immedesimarsi nei pensieri e negli stati d’animo di un’altra persona (ectasy, cocaina, anfetamine ecc…). Se vuoi saperne di più vai all’Identikit del Narcisista.
  • NARCISISMO SANO: “narcisismo patologico” e “narcisismo sano” non sono sinonimi e non vanno utilizzati in maniera intercambiabile. Una quota “sana” e “adattiva” di narcisismo è auspicabile che ognuno di noi ce l’abbia. Non riguarda altro che la capacità di dirsi da soli che si è bravi (senza però trascurare il valore delle critiche) o di distinguere il piano professionale da quello personale (per esempio non sentirsi dei completi falliti se lavorativamente non si riesce subito a raggiungere la posizione ambita). In sintesi il narcisismo sano ha a che fare con la capacità di mantenere uno sguardo amorevole verso “il Sé che sbaglia”, accettando di avere dei limiti.
  • ORBITING: termine coniato da Anna Iovine di Man Repeller, non ha nulla a che fare con lo spazio e le galassie e i pianeti, ma ce l’ha con l’amore e con le sue complicate dinamiche, travasate sui social. Consiste sostanzialmente nell’attitudine, tutta narcisistica, di continuare ad orbitare intorno alla vittima, magari mettendo qualche like improvviso sui vostri link Facebook o vedendo spuntare il suo avatar tra le visualizzazioni delle storie di Instagram. È una sorta di ricomparsa inaspettata dopo la fine di una relazione, una ricomparsa che può essere sia analogica (continua a frequentare gli stessi posti, gli stessi amici), sia digitale (lo stesso gruppo Facebook): una sorta di “ci sono ma non ti parlo”, “ti controllo e so cosa fai ma continuo a non rispondere a quella mail che mi avevi mandato tre giorni fa o al tuo sms dove mi chiedevi di incontrarci per parlare”.
  • PIETRA GRIGIA: il metodo della pietra grigia (o sasso grigio) è una tecnica usata dalla vittima per difendersi dall’abuso narcisistico e ridurre al minimo le occasioni di essere manipolata. Si applica solo quando (per ragioni familiari o di lavoro) non è possibile prevedere il contatto zero. Consiste nel porsi come la persona più indifferente, annoiata e passiva possibile. Pertanto sono banditi i commenti, le frecciatine velenose, le risposte alle provocazioni e i tentativi di chiarire col partner narcisista o di fargli avere (anche mediante terzi) informazioni di qualsiasi natura. L’obiettivo è convogliare la sua attenzione altrove, facendogli mancare anche le dosi minime di rifornimento narcisistico.
  • PROIEZIONE: è un meccanismo di difesa che permette al narcisista di attribuire (inconsciamente) agli altri (partner compreso) tutto ciò che non riesce a tollerare di sé. C’è da fare molta attenzione rispetto alle parole che il narcisista patologico rivolge al partner nella fase di scarto: spesso le cose di cui lo accusa sono le colpe di cui si è macchiato lui.
  • RABBIA NARCISISTICA: la rabbia del narcisista è qualcosa con cui ogni vittima prima o poi si troverà a fare i conti. Esplode in tutta la sua forza quando il partner si accanisce nel tentativo di far cadere quella maschera di grandiosità e perfezione, obbligando il narcisista a confrontarsi con il suo malevolo comportamento e, quindi, con la parte “difettosa”, fragile e vulnerabile di sé. La rabbia potrà quindi manifestarsi in vari modi: irritazione, indifferenza, esplosioni di collera verbale e persino violenza fisica.
  • RIFORNIMENTO NARCISISTICO: è tutto ciò che rifornisce il narcisista di gratificazioni e conferme della sua grandiosità. Possono fornire rifornimento narcisistico persone e cose: una donna adorante, la cameriera con cui flirta al bar, la decappottabile nuova, quel fantasmagorico viaggio in Polinesia di cui racconta i dettagli ogni volta che parla con qualcuno. Il narcisista risponde solo alla logica del rifornimento narcisista. Lui va dove ce n’è di più e dove è più facile reperirlo. Esistono fonti primarie di rifornimento (le mogli, le fidanzate ufficiali, certe storicheamanti) e fonti secondarie (le amiche with benefits, l’amante di turno, le colleghe con cui flirta). Quando la relazione con la fonte primaria va in crisi (fase di scarto o di abbandono) il narcisista attiva le fonti secondarie, in modo da non trovarsi sprovvisto di carburante. Se la fonte primaria, addolorata e devastata, lo implora di tornare promettendo di fare la brava, il narcisista può decidere di farlo e depredarla ancora per un po’. Persino dopo anni, un incontro causale può essere l’occasione per ricominciare l’abuso. Le fonti terziarie sono invece più spesso le cose belle di cui ama circondarsi e che non perde occasione di ostentare.
  • SCIMMIE VOLANTI: nel mondo del narcisismo il termine “scimmie volanti” si riferisce a quelle persone dalla personalità debole, superficiali o poco empatiche che aiutano o seguono lo psicopatico narcisista nei suoi scopi sadici. Sono coloro che fanno il lavoro sporco: divulgano le notizie false che lo psicopatico mette in circolo, trattano male le persone che lui tratta male, incensano quelle che lui incensa. Gli stanno intorno e lo idolatrano, alcuni perché ne hanno un tornaconto personale in termini di protezione e visibilità, altri perché, semplicemente, sono ingenui. Nella maggior parte dei casi non sanno che corrono il rischio di diventare la prossima vittima. Il termine “scimmie volanti” viene ripreso dal libro “Il Mago di OZ” di Frank Baum. Nel libro le scimmie volanti erano una popolazione che viveva originariamente libera fino a quando uno dei capi sfidò una potentissima maga e questa decise di schiavizzarli, mandando contro di loro una maledizione, ovvero esaudire i desideri di chi si trova a possedere un magico copricapo dorato. Da quel momento perderanno la loro libertà diventando schivi di chiunque possegga il copricapo.
  • SINDROME DA ABUSO NARCISISTICO O NARCISISTIC VICTIM SYNDROME (NVS): simile nelle manifestazioni cliniche al Trauma da Narcisismo (vedi sotto), si differenzia, però, per eziologia. Mentre nel Trauma da Narcisismo la vittima ha una vulnerabilità psichica che la porta a colludere con l’aggressore, nella sindrome da abuso narcisistico la vittima è del tutto sana ed è tale perché subisce un abuso che porta all’instaurarsi di una dipendenza squisitamente biochimica. Non vi sono dunque nella vittima precedenti di dipendenza affettiva o co-dipendenza e il trauma deriva esclusivamente dalla personalità dell’abusante che è spesso un narcisista patologico con tratti di psicopatia.
  • SINDROME DI STOCCOLMA: il concetto di sindrome di Stoccolma è stato sviluppato in seguito a un avvenimento drammatico avvenuto nel 1973 a Stoccolma. Un gruppo di rapinatori che aveva tentato di svaligiare una banca tenne in ostaggio i dipendenti per sei giorni. Gli ostaggi furono sottoposti a maltrattamenti gravissimi alternati ad atti di gentilezza. Reagendo a questa condizione estrema le vittime divennero protettive nei confronti dei loro abusanti, accettarono il loro punto di vista e, nella speranza di sopravvivere, diventarono loro complici. Una volta liberate tentarono di difendere i propri sequestratori. Il concetto è utilizzato in psicologia per indicare il processo di identificazione della vittima con l’aggressore tipico di molte donne maltrattate che rimangono col partner maltrattante e continuano a difenderlo nonostante le violenze che vengono loro inflitte
  • TRATTAMENTO DEL SILENZIO: con il termine “trattamento del silenzio” ci si riferisce al rifiuto da parte di una persona di comunicare verbalmente con un’altra persona che lo desidera. Nelle persone manipolative è usato come una forma passivo-aggressiva di abuso emotivo in cui il malcontento, la disapprovazione e il disprezzo vengono esibiti tramite gesti non verbali e rifiuti. Il trattamento del silenzio è una delle strategie punitive di manipolazione più efficaci: chi vi è sottoposto spesso si sente in colpa ed è posto nella posizione di non poterlo esprimere. Inoltre il silenzio di quella persona può comunque comunicare un messaggio che il più delle volte rimane inespresso e oggetto di infinite speculazioni. Chi lo esercita ottiene il controllo dell’altra persona oltre a convogliare su di sé l’attenzione, inoltre beneficia di una generica sensazione di potere derivata dalla creazione dell’incertezza su quanto durerà il ‘silenzio’.
  • TRAUMA DA NARCISISMO (TdN): è una costellazione di segni e sintomi che concorrono a formare una situazione clinica specifica conseguente ad abusi fisici ma soprattutto psicologici peculiari. “Si caratterizza per un persistente stato d’angoscia associato al pensiero ossessivo del fantasma del partner narcisista, del quale non si riesce a comprendere la crudeltà. Ciò si accompagna ad attacchi di panico, depressione, ansia, difficoltà a dormire, difficoltà ad alzarsi la mattina, disturbi dell’alimentazione, comportamenti compulsivi (come guidare pericolosamente, o drogarsi o fare abuso di farmaci), pensieri suicidari, difficoltà a stare da solo ma anche a stare in compagnia, disturbi della sfera sessuale, deterioramento delle relazioni familiari e delle amicizie (in quanto molti non capiscono e credono si tratti di una semplice storia d’amore finita, per la quale non si dovrebbe soffrire più di tanto), difficoltà nella vita lavorativa e nella capacità di concentrarsi, paura di luoghi e oggetti che rievocano il narcisista traumatizzante. Queste sintomatologie possono protrarsi per molto tempo con il rischio di minare effettivamente anche la salute fisica, provocando quindi l’insorgere di patologie somatiche, funzionali ed organiche, che possono diventare anche gravi”. Inoltre “il TdN viene vissuto e subìto anche perché il/la partner ha a sua volta un problema di narcisismo, ed in particolare di ‘ferita narcisistica’ che la porta a colludere con il partner disturbante”. (Dal libro Trauma da narcisismo, P.P. Brunelli, 2011).
  • TRIANGOLAZIONE: la triangolazione è una tecnica di manipolazione molto in voga tra i narcisisti patologici. Come il nome suggerisce si caratterizza per l’introduzione di un terzo elemento all’interno di una relazione tra due persone, al fine di raggiungere due scopi: ottenere rifornimento narcisistico da più vittime e mantenere inalterato il controllo ed il potere sul partner. Tutti possono essere oggetto di triangolazione dai familiari agli sconosciuti. Soprattutto sono oggetto costante di triangolazione gli ex partner. Per fare un tipico esempio: il Narcisista inizia a paragonare, più o meno esplicitamente, la nuova compagna alla ex: “Lei sapeva cucinare così bene” oppure “lei sì che aveva classe nel vestire”. Chi è vittima di triangolazione proverà disagio ogni qual volta questa persona verrà nominata, pur non avendo sufficienti elementi per discuterne senza apparire gelosa o possessiva o “esagerata”.

Il Glossario del Narcisismo è in costante aggiornamento.

Se vuoi darmi una mano a renderlo sempre più completo segnala, usando il modulo “commenta”, la mancanza di un termine che vorresti fosse inserito, provvederò ad aggiornare il glossario prima possibile!

Dott.ssa Silvia Pittera, Psicologa – Psicoterapeuta.

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